Ultimi libri usciti Mondadori
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L’uomo dei sussurri Alex North
Ancora distrutto dalla drammatica perdita di sua moglie, Tom Kennedy decide di trasferirsi con il figlio Jake nella tranquilla cittadina di Featherbank e ricominciare da capo. Non sa ancora che un fatto terribile ha appena sconvolto la comunità. Un ragazzino di sei anni è svanito nel nulla e, nonostante il vecchio detective Pete Willis non abbia perso tempo con le ricerche, il piccolo non si trova. Come vent’anni prima, si riaffaccia l’incubo dell’Uomo dei Sussurri, il serial killer responsabile della scomparsa di cinque bambini. Frank Carter, questo il suo vero nome, era solito attirare le vittime sussurrando alle loro finestre, di notte. E mentre le ricerche del bambino continuano senza tregua, il piccolo Jake inizia a comportarsi in modo strano: si isola dai compagni di classe per passare sempre più tempo con la sua misteriosa amica immaginaria e soprattutto dice di sentire una voce che sussurra il suo nome nel buio. Con echi che ricordano il miglior Stephen King, Alex North costruisce magistralmente un thriller inquietante e dal ritmo serrato, con al centro un rapporto padre-figlio che resterà a lungo nella mente dei lettori.
Atarassia Hitomi Kanehara

ATARASSIA
To¯kyo¯ è un palcoscenico di vetro satinato, in cui le vite di sei personaggi si intrecciano e si feriscono tra silenzi, menzogne e tradimenti. Yui, traduttrice dall’eleganza distaccata, vive una relazione clandestina con Eito, uno chef che trasforma il cibo in un rito sensuale e anestetizzante. La loro relazione è una bolla alimentata da vini francesi e sashimi, fumose bancarelle di ramen e ricordi parigini. Attorno, ruotano i frammenti di altre esistenze: Eimi, pasticciera consumata dal rancore e da una quotidianità soffocante; Eri, la sorella minore di Yui, trascinata in una deriva di insonnia e legami tossici; Manami, intrappolata in una relazione violenta; e Kei, marito di Yui e scrittore in crisi, incapace di arrestare il collasso del proprio matrimonio. Mentre navigano tra i labirinti delle aspettative e dell’ipocrisia, un evento improvviso squarcia la facciata della “normalità”, rivelando che l’atarassia evocata dal titolo di questa narrazione polifonica non è la pace degli antichi filosofi, ma la paralisi che precede l’urlo. Il momento esatto in cui l’inchiostro sta per traboccare dal calamaio, minacciando di macchiare per sempre la superficie pulita delle convenzioni sociali. Abbandonate le strade turbolente della giovinezza per gli algidi interni borghesi, Kanehara Hitomi ci consegna in questo romanzo spigoloso un’anatomia dell’infedeltà che attraversa desiderio e crudeltà. La sua scrittura sensoriale e spietata svela la fragilità di una generazione che ha imparato a respirare solo nell’ombra del segreto.

È una notte di inizio estate a Tokyo. Aki e Hiro si ritrovano per l’ultima volta nell’appartamento che hanno condiviso, domani le loro strade si separeranno definitivamente. I mobili sono già stati portati via, dal soffitto pende solo una nuda lampadina; la casa è vuota, uno spazio spoglio e geometrico, che si trasforma nel palcoscenico di un tesissimo dramma a due personaggi. Seduti l’uno di fronte all’altra, con una valigia a fare da tavolino improvvisato e una cena d’addio che evoca spettri del passato, Aki e Hiro danno inizio a una logorante partita a scacchi psicologica. Un anno prima, un’escursione in montagna si è conclusa con la morte inspiegabile della loro guida. Sebbene il caso sia stato archiviato come un incidente, il loro legame si è spezzato sotto il peso del sospetto: ciascuno è intimamente convinto che l’altro sia un assassino ed è determinato a estorcergli una confessione prima che sorga il sole. Chi è il colpevole? Che cosa è successo davvero tra i sentieri immersi nel silenzio dei boschi? In un serrato duello verbale scandito da una crescente tensione, i ricordi si sovrappongono e si smentiscono a vicenda, rivelando i segreti e le ipocrisie su cui si fondava la loro intera esistenza. Già nota per i suoi gialli raffinati, Onda Riku regala ai lettori un thriller psicologico magistrale e claustrofobico. Un gioco di specchi ipnotico che trascina il lettore in un abisso profondo e ambiguo, nel quale le verità sommerse guizzano come pesci nell’acqua scura, e subito scompaiono.
Come pesci nell’acqua scura Riku Onda

Parigi, 1552. In un’epoca attraversata da tumulti, sospetti e conflitti, la stampa sta favorendo la circolazione di nuove idee in tutta Europa, minacciando l’autorità della Chiesa e scatenando una feroce ondata di roghi di libri e persecuzioni contro gli eretici. Quando Lysbette Angiers, una giovane che ha dovuto abbandonare la vita monastica, si presenta terrorizzata alla tipografia Le Soleil d’Or di Charlotte Guillard con un misterioso manoscritto, nessuna delle due donne può immaginare fino a che punto si spingerà il potere costituito per impedire la diffusione delle audaci visioni racchiuse in quelle pagine. New York, 1952. Milly Bennett conduce un’esistenza apparentemente ordinaria di casalinga, tra faccende domestiche e relazioni non sempre facili con i vicini di casa. Ma all’improvviso gli eventi prendono una piega del tutto inaspettata, proprio mentre in America, nell’era di McCarthy, cominciano a diffondersi le teorie del complotto. Le viene infatti affidato il compito di decifrare un misterioso manoscritto e questo la trascina suo malgrado in un vortice di pericoli che rischia di mandare in frantumi il suo mondo. Dalle insidiose strade della Parigi del Sedicesimo secolo agli ingannevoli sobborghi di Long Island, la posta in gioco non è mai stata così alta. A quattrocento anni di distanza, Milly, Lysbette e Charlotte combattono la stessa identica battaglia contro coloro che tentano in ogni modo di soffocare la libertà di espressione e di pensiero. Ispirato al caso vero ed enigmatico del manoscritto Voynich, Il libro delle parole proibite è un romanzo potente e drammatico: il racconto di una lotta senza tempo che echeggia attraverso i secoli e un tributo allo spirito indomito di chi, ieri come oggi, trova il coraggio di far ascoltare la propria voce.
Il libro delle parole proibite Louise Fein

A un passo dalla pensione, Margherita desidera soltanto una cosa: essere lasciata in pace. Libraia da una vita, con un carattere ruvido e il vizio di dire sempre ciò che pensa, ha imparato che i libri possono sorprendere, consolare, a volte salvare. Non immaginava, però, che potessero anche nascondere un assassino. Bartolomeo Scala appartiene al suo passato. E, come spesso accade con il passato, non ha la minima intenzione di restarci. Prima di morire, le ha fatto recapitare un volume impossibile: un libro che non è davvero un libro, ma un collage di ritagli tratti dai grandi classici della letteratura, costruito per parlare dopo la sua morte. Tra quelle pagine si nascondono un’accusa precisa e una sfida ancora più insidiosa: scoprire che cosa gli è accaduto davvero. Comincia così un’indagine diversa da tutte le altre, fatta di enigmi, rimandi letterari, trabocchetti e false piste. Un giallo in cui i libri non fanno da sfondo: suggeriscono, mentono, accusano. Margherita non sarà però l’unica a cercare la verità. In questo romanzo interattivo, sei chiamato anche tu a indagare insieme a lei. Per arrivare alla soluzione dovrai analizzare le citazioni con sospetto, riconoscere gli indizi, collegare frammenti lontani, accettare di sbagliare e ricominciare da capo. Perché in questa storia l’assassino è davvero all’ultima pagina. Ma solo chi avrà letto nel modo giusto potrà smascherarlo.
L’assassino è all’ultima pagina Elena Molini, Fabrizio Luisi

«Nuovi Argomenti» è una rivista letteraria fondata a Roma nel 1953 da Alberto Carocci e Alberto Moravia. Dal 1953 al 1964, sui settantuno numeri che compongono la prima serie di «Nuovi Argomenti» scrivono, tra gli altri, Arbasino, Bassani, Bertolucci, Bianciardi, Bobbio, Calvino, Cassola, Ginzburg, Fenoglio, Montale, Morante, Ortese, Ottieri, Piovene, Pratolini, Raboni, Rea, Vittorini, Zolla. Nel 1966, ai due fondatori si aggiunge nella direzione Pier Paolo Pasolini. Segretario di redazione è Enzo Siciliano che nel 1972, alla morte di Carocci, sostituisce quest’ultimo come direttore. La seconda serie chiude nel 1980, segnando un percorso dove il fatto letterario tende sempre più a prendere il posto della discussione politica, grazie all’impulso di Pasolini. Sulla rivista iniziano a scrivere Bellezza, Cordelli, Maraini, Montefoschi, Paris. Alla morte di Pasolini, il suo posto in direzione viene preso da Attilio Bertolucci, che affianca Moravia e Siciliano. Redattori della rivista, dal 1974, sono Dario Bellezza e Piero Gelli. Tra gli autori invitati a collaborare, Celati, Cerami, Consolo, Cucchi, Giudici, Magrelli, Magris, Malerba, Rosselli, Scialoja, Sereni, Siti, Spaziani, Zanzotto. Si pubblicano scritti di Paz, Cortázar, Barthes, Bulgakov, Michaux, Lezama Lima, Bachtin, Pasternak, Brodskij. La terza serie di «Nuovi Argomenti» inizia nel 1982. Direttori sono Moravia, Siciliano e Sciascia. Dal 1988 Sandro Veronesi è segretario di redazione. Lo stesso anno Antonio Debenedetti entra nel collegio di direzione. Nell’89 Giorgio Caproni affianca per breve tempo i direttori della rivista, fino alla sua morte che avverrà l’anno seguente. Scomparsi anche Moravia e Sciascia, accanto a Siciliano, nel 1990, arrivano in direzione Francesca Sanvitale, Furio Colombo e Raffaele La Capria. La rivista pubblica scritti di Bufalino, Eco, Ferrara, Manganelli, Scalfari, Tabucchi, Tobino, Vattimo, Villari, Zeichen e apre alla collaborazione di giovani autori tra cui Abbate, Affinati, Albinati, Busi, Carbone, Colasanti, Lodoli, Mazzucco, Onofri, Picca, Tondelli, Trevi, Valduga, oltre a pubblicare scrittori stranieri quali Borges, Brodkey, Carver, Chatwin, Doctorow, Grossman, Kundera, Lowry, McEwan, McInerney, Oates, Perec, Updike, Walcott, Wolfe, Yehoshua. Nel 1994, i direttori sono Dacia Maraini, Raffaele La Capria, Furio Colombo e Enzo Siciliano. «Nuovi Argomenti» si conferma palestra per i giovani: Scarpellini, Manica, Susani, Giartosio, Ammaniti, Piperno, Piersanti, Mozzi, Franchini. Nel 1998 Arnaldo Colasanti diventa direttore con Colombo, Maraini, La Capria e Siciliano. Lorenzo Pavolini è caporedattore. Nel 2003 Mario Desiati viene chiamato da Siciliano per svolgere le funzioni di segretario della redazione, in cui entrano Carabba, Colombati, Janeczek e Saviano. Nel 2006 muore Enzo Siciliano. Giorgio van Straten e Raffaele Manica affiancano nella direzione Colasanti, Colombo, La Capria e Maraini. Nel 2009 Carabba diventa coordinatore della redazione. Gli succederanno Francesco Pacifico e Marco Cubeddu. Oggi la direzione è composta da Colombati, Manica e Maraini.
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Quando nasce un bambino, nascono anche due genitori. E quasi sempre si trovano disorientati. Superata la porta di casa, mentre il mondo fuori li bombarda di consigli non richiesti, teorie rigide e racconti patinati sui social, dentro rimangono soli con quel minuscolo meraviglioso esserino e una domanda costante: cosa vuole? Perché piange? Cosa significano quelle smorfie e quei versetti? In questo libro, Deborah Auteri li prende per mano e li accompagna in un viaggio alla scoperta della comunicazione preverbale. Perché i neonati ci parlano sin da quando vengono al mondo: quello che non dicono a parole lo mostrano con il corpo, l’espressione, i vocalizzi. Scopriremo così che uno sguardo che sfugge non è un rifiuto, ma un bisogno di autoregolazione, e che il pianto che si placa con il rumore della lavatrice non è magia, ma la ricerca di un riferimento sensoriale. Intrecciando le più importanti scoperte pedagogiche – dalle teorie di Brazelton a quelle di Stern – con la sua esperienza di mamma, Auteri offre una mappa chiara e accessibile per sintonizzarsi con i propri piccoli. Dai segnali precoci di fame, sonno e stress alle routine quotidiane che fungono da «palestre emotive», fino all’uso dei segni con il programma Baby Signs, ogni pagina smonta l’illusione della perfezione e il senso di colpa per restituire fiducia all’istinto dei genitori. Il risultato è una guida preziosa per imparare ad ascoltare la voce più importante di tutte: quella del proprio bambino. Perché non esistono regole o ricette magiche, ma una relazione unica che si costruisce giorno dopo giorno, e un amore così profondo e reciproco che vale più
Quello che i neonati non dicono Deborah Auteri

Alle 3.36 del 24 agosto 2016 il centro dell’Italia è colpito da un tremendo terremoto di magnitudo 6,0 della scala Richter, che è passato alla storia come il sisma di Amatrice. Alcuni paesi vengono cancellati in un istante e il crollo subitaneo degli edifici inghiotte centinaia di persone. Altre sono in equilibrio sui solai, alcune sono sommerse dalla disperazione, tutte sono aggrappate alla speranza nei soccorsi che, in Italia, si chiamano vigili del fuoco. Il loro arrivo ha un unico scopo: salvare vite. All’abbattersi delle frustate di qualsiasi calamità, i vigili del fuoco partono a bordo delle loro autopompe attrezzate, scavalcano ostacoli, scavano, segano, tirano, spostano, alzano, abbassano e lottano finché non trovano la persona che sta dietro la voce che chiede aiuto. Salvano vite, mettendo spesso a rischio la propria. In questo libro scritto da Luca Cari, accorso sul campo in quanto capo della comunicazione in emergenza dei vigili del fuoco, sono gli stessi protagonisti in divisa a raccontare dieci interventi di soccorso portati a termine nelle primissime ore del terremoto. Sono tutte storie vere, molto coinvolgenti e sempre drammatiche a prescindere dai singoli finali, sempre diversi. La novità meritoria di Salvare vite è dare voce alle emozioni e al lucido coraggio di tanti servitori dello Stato che compiono azioni eroiche per poi tornare nell’anonimato delle loro sedi. Anche se quando escono a sirene spiegate diretti sul luogo dell’emergenza hanno in testa una cosa sola: salvare vite.

Miss Cecily Higgins, come ogni fanciulla che si rispetti, è alla ricerca di un marito. Dotata di un’intelligenza vivace e di un certo pragmatismo, si prepara alla stagione mondana con piglio scientifico, riempiendo pagine e pagine di quaderni con le strategie più sofisticate per affrontare la caccia all’uomo. Cecily è persino disposta ad accontentarsi, in fondo sa di non essere ricca e di non provenire da una famiglia importante: non c’è spazio per indugiare in fantasticherie romantiche. Sfortunatamente, la ragazza non ha fatto i conti con la sfacciataggine del duca di Wessex, il gentiluomo più ambito dell’alta società, che una sera la invita a danzare per scommessa. Nonostante l’impaccio, l’attrazione fra i due è palpabile, ma le gerarchie sociali non permettono altro, oltre a quel ballo. In compenso, l’innocuo gioco del duca si trasforma in un evento capace di mutare il destino della fanciulla. Un solo giro di valzer basta a fare di Miss Higgins una zitella. Quando lei e Wessex anni dopo si rincontrano, Cecily non è più la stessa, ha accantonato ogni velleità matrimoniale, i balli e gli abiti sfarzosi sono solo un ricordo. La ragazza di un tempo ha lasciato il posto a una giovane donna che ha scoperto le lusinghe dell’indipendenza e l’eccitazione della libertà. Due qualità irresistibili, sufficienti a far capitolare un duca. Ma come si fa a sedurre una dama c
Una zitella d’oro Rebecca Quasi

Raffinata, brillante e schietta, Laura Agri è una diva del teatro che non intende rinunciare al palcoscenico soltanto perché ha superato i cinquant’anni. Ha già in programma il ruolo perfetto per rilanciare la sua carriera: una Fedra moderna e rivoluzionaria, che finalmente sopravvive alla delusione amorosa. Ma quando per il ruolo di Ippolito viene proposto Stefano Fulli, influencer con la metà dei suoi anni, il suo piano sembra destinato a fallire. Affascinante ma inesperto, Stefano ha molto da imparare e Laura, inizialmente restia, accetta di fargli da mentore. Complice l’opera teatrale, che mette in scena la passione proibita tra Fedra e Ippolito, tra i due nasce un’intesa pericolosa e irresistibile, capace di rovinare la reputazione di entrambi. La loro attrazione supera la differenza d’età e apre le porte al piacere, ma i due amanti, circondati da vipere e rivali, sanno che è uno scandalo da tenere segreto. Quando qualcuno fa trapelare la notizia, entrano in scena paparazzi, tabloid, nuovi pretendenti e ambizioni sepolte. E inizia a sfumare sempre di più il confine tra chi è sedotto e chi seduce, chi manipola e chi è manipolato. Nel frattempo, crescono i sospetti: un uomo giovane e vitale può davvero innamorarsi di una donna matura? La loro intesa è genuina o è l’ultimo, disperato tentativo di un’attrice sull’orlo del dimenticatoio? Tra intrighi, gelosie e tradimenti, Pappi Corsicato firma un debutto narrativo in cui la passione si intreccia alle zone d’ombra del cuore e del palcoscenico. Un romanzo travolgente, che esplora con ironia e finezza le dinamiche del desiderio e dell’ambizione, mostrando quanto sia facile smarrirsi quando la scena e la vita iniziano a sovrapporsi.

L’impero romano è caduto più di millecinquecento anni fa. Quanto all’«età dell’oro» dell’antica Grecia, era già storia vecchia quando la potenza di Roma si affacciava sul Mediterraneo. Eppure, da secoli, quel mondo riemerge testardo, incapace di riposare in pace: nella politica, nell’arte, nella cultura popolare, nelle grandi discussioni del presente. Roma e la Grecia vengono continuamente reinventate, idealizzate, trasformate in simboli identitari o in strumenti di scontro culturale. Tuttavia, dietro l’immagine monumentale dei classici, sopravvive qualcosa di molto più vicino e umano: oggetti quotidiani, vite comuni, tracce fragili e imperfette di persone lontanissime nel tempo, ma non così diverse da noi. È proprio da questa tensione tra distanza e familiarità che prende forma il nuovo libro di Mary Beard. Classicista tra le più autorevoli e autrice di bestseller internazionali, Beard rilegge il modo in cui l’antichità ha continuato nei secoli a esercitare il proprio fascino, interrogandosi su ciò che ancora oggi cerchiamo nei Greci e nei Romani. Non solo le grandi statue o i capolavori celebrati nei manuali, ma anche dettagli marginali e apparentemente insignificanti – un pezzo di pane conservato in un museo, una lettera, un graffito, un oggetto dimenticato – sono ciò che ci permette di percepire davvero il «brivido dell’antico» e di entrare in contatto con un passato che continua ostinatamente a parlarci. Con ironia, verve e rigore, Beard ci ricorda che i classici non appartengono a una minoranza di specialisti né possono essere monopolizzati da ideologie o appartenenze politiche: proprio perché nessuno può reclamarli davvero, continuano a rappresentare uno spazio libero in cui discutere le domande più controverse del presente; non un monolite, dunque, ma una presenza viva, inquieta, con cui «entrare in dialogo» per capire meglio noi stessi e il mondo.
Classici senza filtri Mary Beard

Quando l’ispettore Arkady Renko viene incaricato di investigare sull’omicidio di Aleksej Kazaskij, viceministro della Difesa rinvenuto brutalmente ucciso al blindatissimo Hotel Ucraina di Mosca, sa che dovrà muoversi con estrema cautela. La vittima era un politico di alto profilo con un rapporto decisamente complesso con Putin e, nonostante l’indagine abbia l’approvazione ufficiale del Cremlino, come sempre in Russia le cose non sono mai esattamente come sembrano. Già alle prese con l’aggravarsi del morbo di Parkinson, Renko ha anche altre situa zioni preoccupanti da affrontare: mentre l’”operazione militare speciale” in Ucraina entra in una fase cruciale, scopre che il figlio adottivo Ženja è coinvolto con l’Esercito Nero, un gruppo di hacktivisti russo-ucraini. Più l’ispettore scava a fondo nel delitto, aiutato dalla compagna, la giornalista Tatiana Petrovna, più si rende conto che dietro la morte di Kazaskij si nascondono motivazioni in quietanti, e che i responsabili dell’omicidio ora hanno preso di mira anche loro. Con questo romanzo, Martin Cruz Smith firma l’atto finale della serie di Arkady Renko, definito da “USA Today” una delle figure più avvincenti della narrativa moderna, confermandosi un maestro indiscusso del thriller geopolitico. Pubblicato pochi giorni prima della scomparsa dell’autore, Hotel Ucraina è l’addio struggente a un personaggio leggendario e a uno scrittore capace di trasformare la grande storia contemporanea in letteratura.
Hotel Ucraina Martin Cruz Smith

Emilio è stato incastrato: non dalla polizia, stavolta, e nemmeno da una tavolata di clienti impossibili, ma dalla sua fidata (o così credeva) cameriera Alice, che ha deciso di partecipare con la Vecchia Bologna alla sfida tra ristoranti più popolare della tv italiana. Tutto è pronto per accogliere i giudici quando arriva una notizia terribile: hanno ammazzato Delfo. Delfo non era solo il ristoratore della serranda accanto, era un’istituzione cittadina, conosciuto da tutti per il garbo d’altri tempi con cui da cinquant’anni accontentava e sopportava avventori di ogni tipo. Il corpo è stato ritrovato nel suo locale, la testa in una pozza di sangue, e accanto c’era Amir, il lavapiatti bangladese, lo sguardo perso nel vuoto e un portafogli tra le mani. Per il commissario Iodice non ci sono dubbi sulla sua colpevolezza. Emilio, invece, di dubbi ne ha eccome, perché sa chi era per Delfo quel ragazzo silenzioso: quasi un figlio. E si mette in testa di dimostrare la sua innocenza, possibilmente prima di ritrovarsi in cucina una troupe televisiva. Inizia così le sue indagini parallele in una Bologna messa sottosopra dai lavori per le nuove linee del tram. Non può immaginare che questo caso lo porterà a imbattersi in una delle pagine di cronaca nera più dure della storia italiana. Oste per passione, detective per caso e umorista per necessità, l’irresistibile personaggio nato dalla penna di Venturi deve affrontare una doppia sfida: trovare un assassino e sopravvivere alle telecamere di un reality show.
I conti senza l’oste Filippo Venturi

Parigi, settembre 1963. Quando Jean Pelletier assiste a una spaventosa esplosione all’interno di un palazzo, contro ogni logica decide di lanciarsi nell’edificio in fiamme mentre tutti fuggono via. Rischiando la vita, trova tra le macerie una giovane madre agonizzante con il suo neonato e riesce a salvare il piccolo. Grazie a questo gesto che ha un’enorme eco sulla stampa, Jean diventa un eroe nazionale e la perfida moglie Geneviève ne approfitta per richiamare su di sé le luci dei riflettori. Solo suo fratello François, ora uno scrittore affermato, è ossessionato dal dubbio che sia proprio Jean il serial killer di giovani donne che da molti anni è rimasto impunito. L’esito delle sue indagini lo precipita in un insostenibile dilemma morale e determinerà le sorti della sua famiglia che, ignara di tutto, marcia inesorabilmente verso il suo destino. Sullo sfondo assistiamo alla profonda trasformazione del mondo rurale e alla crescita implacabile di Parigi, teatro dei lavori monumentali del boulevard périphérique, progetto faraonico al servizio del nuovo oggetto del desiderio, simbolo di ricchezza e modernità: l’automobile. Romanzo sociale dove il tragico e il grottesco si mescolano all’avventura, Le belle promesse chiude l’appassionante tetralogia di Pierre Lemaitre dedicata agli anni del secondo dopoguerra.
Le belle promesse Pierre Lemaitre

In un paese devastato dal collasso climatico e sottomesso a un rigido regime patriarcale, tutti sperano di essere ammessi in uno degli istituti statali di perfezionamento dal nome bucolico (l’Estuario, le Radure, le Praterie, la Pineta), luoghi esclusivi a cui solo le studentesse e gli studenti “più brillanti” hanno accesso per imparare a splendere ancora di più. Quando Eleanor viene ammessa alle Praterie, le sembra un miracolo: finalmente potrà sfuggire alla vita di stenti che conduce con la madre. Ma dietro la facciata scintillante di corridoi madreperlati e infiniti campi di fiori viola, ben presto si rende conto che il vero scopo del suo e degli altri istituti altro non è che “riprogrammare” studenti e studentesse, estirpando da loro qualsiasi pulsione “contro natura” e insegnando la sottomissione totale alla società e al potere costituito. Tutto questo Eleanor potrebbe forse anche tollerarlo, se nella sua vita non entrasse Rose. Passano quattro anni. Ora Eleanor vive in città, dove lavora come valutatrice dello Stato, un incarico che la obbliga a vigilare sulle ex compagne in modo che non si allontanino dal percorso che è stato tracciato per loro. Ma per quanto si sforzi di accettare la propria vita presente, non riesce a sfuggire al proprio passato… e nemmeno al ricordo della ragazza ribelle che ha amato. Eleanor sarà costretta a lottare per riappropriarsi della sua vera identità e per scoprire cosa è successo realmente alla ragazza che ha perso. Con una terrificante consapevolezza: se non farà attenzione, il destino di Rose potrebbe diventare anche il suo. Un romanzo che fonde Il racconto dell’ancella e Non lasciarmi con elementi queer e young adult, e racconta magistralmente una società spietata fondata su un conformismo implacabile e la lotta di una ragazza per salvare se stessa e le persone che ama da una vita di bugie.
Ragazze imperfette Stephanie Oakes

“Il carisma non è un dono: è un mix chimico che puoi produrre in te e negli altri e che ti rende ai loro occhi efficace, brillante, simpatico, bravo nella comunicazione e sicuro nelle interazioni (anche se magari te la fai sotto, ma il bello è che qui conta la percezione che gli altri hanno di te, non necessariamente quella che tu hai di te stesso). Oggi le neuroscienze ci spiegano per filo e per segno che cosa succede al cervello nostro e altrui quando viene ‘sperimentato’ il carisma. E ci mostrano cosa fare per allenarlo.” In questo workbook pratico e rivoluzionario, Paolo Borzacchiello presenta i principi neuroscientifici alla base del carisma e ci insegna ad applicarli in ogni ambito della vita, privata e professionale. Lo fa attraverso il modello SPARK (“scintilla”) da lui ideato, che lavora su 5 aree chiave del carisma: STATE (lo stato d’animo), PRESENCE (la presenza), ATTITUDE (l’atteggiamento), RHETORIC (l’abilità retorica) e KNOWLEDGE (la conoscenza delle leve psicologiche e persuasive che inconsciamente applicano le persone carismatiche). Apprendere questi principi e metterli in pratica giorno dopo giorno, attraverso una serie di esempi, esercizi e strategie, ti permetterà di fare tua la chimica del carisma e di ottenere il meglio sul lavoro e nelle relazioni con gli altri: “Noi possiamo essere la scintilla che accende il fuoco di ogni interazione umana. La vita è più divertente quando sei carismatico. È più divertente quando parli e ti ascoltano. È più divertente quando riesci – se vuoi – a sentirti a tuo agio ovunque”.
Incantali tutti Paolo Borzacchiello

Un romance indimenticabile sulle seconde occasioni, sulla ricerca della bellezza e sull’amore che ti trova proprio quando pensavi di esserti perso.Da quando Lucy se ne è andata, per Greta, abituata fin da piccola a camminare in punta di piedi e a sentirsi invisibile, niente sembra avere più senso. Ma tutto cambia il giorno in cui riceve un regalo inaspettato, una scatola contenente un gioco, la Mappa dei desideri, che Lucy ha creato appositamente per lei e di cui Greta dovrà seguire meticolosamente le istruzioni. La prima è trovare un certo Will Tucker, un ragazzo scontroso dagli occhi verdi malinconici di cui non ha mai sentito parlare e che sarà il suo partner di gioco. Di indizio in indizio, i due diventeranno compagni di un viaggio inaspettato che li rimetterà in contatto con le loro ferite, le loro paure e i loro sogni dimenticati. Un viaggio alla scoperta di loro stessi che si trasformerà in un’ancora di salvezza per entrambi. A volte, in fondo, per ritrovarsi bisogna avere il coraggio di perdersi insieme a qualcun altro. Con la storia di Greta, Alice Kellen ci consegna il suo romanzo più intenso e commovente, che entra delicatamente sotto la pelle dei lettori per poi restarci a lungo.
La mappa di desideri Alice Kellen

Tutto comincia su un volo da Hobart a Sydney. Un viaggio tranquillo nonostante il ritardo, con un atterraggio perfetto. L’assistente di turno il giorno prima del suo compleanno, la madre che deve gestire due bambini piccoli, la giovane coppia in luna di miele, il ragazzo che torna dal funerale del migliore amico, l’infermiera che sogna la vita dopo la pensione… tutti i passeggeri e l’equipaggio scendono sani e salvi dall’aereo, eppure sono cambiati per sempre. Perché su questo volo così ordinario è successo qualcosa di straordinario. All’improvviso una donna, una di quelle persone di cui non ti accorgeresti nemmeno, si è alzata in piedi e ha predetto ai passeggeri come e quando moriranno: alcuni hanno ancora moltissimo tempo, per altri la morte è vicina. E quando la prima delle premonizioni si avvera nelle circostanze descritte, tutti iniziano a fare i conti con le loro paure più profonde. La veggente è una storia dalla costruzione magistrale che parla di libero arbitrio e destino, amore e rimpianto, e della lotta incessante per mantenere le nostre certezze in un mondo terribilmente incerto. Liane Moriarty si conferma una Jane Austen dei nostri tempi, capace di fustigare con ironia i costumi sociali mentre tesse una trama di misteri e pone al lettore domande profonde e universali.
La veggente Liane Moriarty

Camminare è essenziale per la nostra salute tanto quanto dormire e respirare. Eppure, prigionieri di stili di vita sempre più sedentari, abbiamo quasi del tutto eliminato il movimento dalle nostre giornate. Il risultato? Un’epidemia silenziosa di dolori cronici e problemi posturali che compromette pesantemente il nostro benessere quotidiano. Walk è una guida autorevole, brillante e rigorosamente scientifica che restituisce al camminare il posto che gli spetta: quello di pilastro fondamentale della salute, della prevenzione e della longevità. Basandosi su ricerche scientifiche all’avanguardia e su casi reali tratti dalla pratica clinica, le dottoresse Courtney Conley e Milica McDowell ci mostrano come camminare sia una delle medicine più potenti a nostra disposizione e, al tempo stesso, meno utilizzate. In queste pagine scopriremo perché la velocità di camminata è un valido indicatore dello stato di salute complessivo. Capiremo in che modo il rischio di cadute, che ha un impatto diretto sulla longevità, possa essere monitorato a partire dalla salute dei piedi. E impareremo a sfruttare il potere delle “micro-passeggiate”: anche la camminata più breve, se eseguita correttamente, è in grado di resettare il sistema nervoso, abbassare i livelli di cortisolo e stimolare la creatività. Ricco di spunti pratici – dai consigli per alleviare il mal di schiena a programmi personalizzabili per migliorare mobilità e forma fisica, dai test di autovalutazione dell’andatura a suggerimenti sulle scarpe ideali -, Walk è la guida definitiva per rivoluzionare la nostra
Walk Courtney Conley, Milica McDowell

Ambientato tra Singapore e Torino, il nuovo romanzo di Gianluca Gotto è il racconto potente e sincero di un uomo che, dopo aver tentato in tutti i modi di tenere a distanza la vita – con la sua meravigliosa imperfezione e la sua preziosa e a volte dolorosa imprevedibilità -, scoprirà che stare bene può essere semplice come giocare a mangiare il vento.“Quella sera mi aveva insegnato una cosa: a godere delle cose piacevoli senza pensare che finiranno. Perché se la paura di soffrire dopo ti frena prima ancora di iniziare, allora la tua vita non può contemplare tramonti, viaggi, sogni, concerti, legami. Non può contemplare niente di ciò che finisce. E dunque non può contemplare niente di ciò per cui ha senso vivere.”
Il protagonista di questo romanzo è cresciuto convinto che “casa” possa essere il posto più pericoloso al mondo e che non possa esistere amore senza paura e sofferenza.
Ora però, dopo anni di vagabondaggio e di ricerca spirituale, vive a Singapore in un equilibrio all’apparenza perfetto: tai chi all’alba, lavoro da ghostwriter nei café della città, arrampicata in palestra. Conosce a memoria il Dhammapada e si comporta secondo i suoi principi, come un monaco fuori dal tempio. E quando il mondo cerca di turbarlo, si chiude nella sua stanza del vuoto e medita finché non ha lasciato andare ogni sentimento negativo. Sembra esserci riuscito, a tagliare il filo che lo legava alla violenza e al dolore della sua infanzia. Sembra aver spezzato il suo karma familiare, come gli aveva promesso un guru in un ashram indiano.
Finché una notte, nell’ascensore di un hotel, incontra Giorgia. Impulsiva, disordinata, incapace di stare da sola, Giorgia rappresenta tutto ciò che lui ha voluto escludere dalla sua vita: le emozioni, il caos, il desiderio, le cose troppo umane, troppo vive. L’amore. E anche se quell’incontro finisce nel modo più inaspettato, nelle sue convinzioni si apre una crepa: a cosa serve dimenticare il dolore del passato se questo signific
Ci basterà mangiare il vento Gianluca Gotto